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La formazione dei docenti non è solo un insieme di conoscenze
Sala17

C'è dell'ambiguità nell'uso della parola formazione e in particolare "formazione dei docenti", spesso la si confonde con "aggiornamento". Noi proponiamo la nostra idea.



Intanto diciamo che la formazione non è avere una serie di conoscenze depositate in qualche parte della mia mente e recuperabili per restituirle a richiesta, ma è invece un processo abbastanza lungo attraverso il quale si strutturano comportamenti, opinioni, modi di essere, valutazioni, ... insieme a conoscenze. Insomma quando si parla di "formazione della terra", "formazione del feudalesimo" ecc. si usa la parola correttamente, quando invece si parla di formazione dei docenti per indicare l'organizzazione di alcune "lezioni" probabilmente non la si usa in modo adeguato, si dimentica se non altro che formare richiede tempo, molto tempo, ristrutturare nella mente concetti, legami, ... .

Certo, partecipare ad un seminario, ad un convegno, provoca generalmente delle spinte a fare qualcosa di nuovo, a rivedere dei comportamente, ma altrettanto generalmente poi non ne segue nulla in concreto. E' corretto in questi casi, secondo me, parlare di "aggiornamento"; ho ascoltato delle conoscenze nuove su un certo argomento o delle proposte nuove su alcune metodologie: ho aggiornato delle informazioni nella mia mente.

I processi di apprendimento hanno bisogno di tempo perché le nuove conoscenze si sedimentino, creino i collegamenti con le vecchie, modifichino degli schemi mentali arricchendoli, rivedano i comportamenti personali...

Il "senso" della scuola oggi, le indicazioni del Ministero e del Parlamento, a cui dobbiamo obbedienza, sono molto diverse rispetto a quelle del passato, pur nella continuità di alcuni aspetti. Non è il momento di "aggiornare", ma di "formare"; ci si aggiorna su dei contenuti disciplinari, ci si forma sul fare scuola oggi.

Per questo noi proponiamo, accanto ad alcuni interventi di stimolo e di inquadramento, delle sollecitazioni a provare nel concreto delle classi o sezioni qualcosa che derivi da quelle lezioni, dando anche esempi concreti da seguire o percorsi abbozzati o pronti nella speranza che ciascuno li personalizzi, una volta capito il meccanismo ed anzi restituisca alla collettività esperienze ancora più ricche.

Quindi lezioni in presenza, attività di ricerca azione nelle classi e poi riflessione e documentazione di quanto svolto. In buona sintonia con le raccomandazioni del Ministero, mi sembra.  Da qui l'elenco delle nostre proposte e la metodologia adottata.

 

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